Ben-Essere Digitale. Di che si tratta?

Ben-Essere Digitale. Di che si tratta?

Parliamo di Digital Wellbeing in questo botta e risposta con Alessio Carciofi

Ciao Alessio, non sei del tutto nuovo al mondo del turismo, ci puoi raccontare un pò la tua esperienza e cosa ti lega al turismo…

"Sono un 38 enne, sono un docente universitario in Marketing e Digital Wellbeing.  Mi occupo di trasformazione digitale dal 2008 e questo mi ha permesso di creare la prima metodologia su come vivere pienamente il digitale in maniera sostenibile. Organizzo retreat digital detox e adoro vedere il tramonto sul mare, leggere e scrivere libri. 

Da piccolo sognavo di diventare direttore di un hotel. Sono più di 20 anni che “gravito” nel mondo del turismo. Dal cameriere al marketing manager di alcune tra le più grandi destinazioni e industry del turismo. Il tutto passando per una laurea magistrale in Economia del Turismo. Già nel 2006 parlavo di QR CODE e sistema NFC per storytelling. 

Mi piace “fare”, ovvero creare progetti coinvolgendo sempre le persone, sia che si tratti di una destinazione sia di una realtà imprenditoriale. I progetti crescono se “nutri” le persone di conoscenza e attenzione."


Nel 2012 hai organizzato, insieme al tuo team, una delle prime convention mondiali di travel blogger, portando in Umbria più di 120 travel blogger da tutto il mondo. Com'è nata quest’idea e cosa ti ha insegnato questa esperienza? 

"Amo pazzamente “innovare”. Nel 2010 ho creato i primi progetti di influencer marketing nel turismo. Nel 2012 ho portato in Italia la più grande convention di influencer/travel blogger perchè desideravo offrire/informare  il “mercato italiano” che dovevamo “innovare” il modo di comunicare nel turismo. Oltre 120 partecipanti provenienti da tutto il mondo, c’erano pochissimi italiani. E quei pochi mi dicevano: “ Alessio, secondo me ti stai sbagliando, è solo una moda del momento”. Questo mi ha insegnato l’arte dell’attesa mantenendo però il desiderio di stare sempre un passo avanti."

 

Parli di DESIGN del BEN-ESSERE, puoi spiegarci di cosa si tratta esattamente?

"Nel design esiste lo "spazio bianco”; è uno spazio vuoto perché ha uno scopo, bilanciare il resto del design mettendo in rilievo ciò che è importante. Lo spazio bianco aiuta a focalizzare la giusta attenzione. Se trasliamo questo concetto al ben-essere della persona, significa che dobbiamo saper trovare momenti “vuoti” per ricaricarci."


Come si lega il BEN-ESSERE all’idea di Digital Detox? 

"In una vita troppo frenetica, sempre alla rincorsa dell’ultima notifica, di ritmi 24/7, il digitale è il medium della presenza. Trascorriamo troppo tempo con smartphone e pc, dimenticandoci di noi stessi. Allora anche in questo caso “dobbiamo” trovare i famosi spazi bianchi, ovvero momenti di benessere per noi stessi. Questo significa anche stare senza smartphone."

Alessio durante una delle sue masterclass

Alessio durante una delle sue masterclass in Trentino

Come credi l’attuale situazione di pandemia che stiamo purtroppo ancora vivendo impatta la necessità di questo BEN-ESSERE?

"Le persone trascorrono troppo tempo “attaccati” alla tecnologia. Questo danneggia in primis la salute, poi la produttività/creatività e anche le relazioni personali. Abbiamo bisogno di saper ritornare alla “natura” della vita. Una vita più sana e più felice con la tecnologia, cioè saper gestire lo strumento piuttosto che essere gestiti da esso."
 

Quali sono i trend che guideranno la domanda turistica nei prossimi mesi, anni, secondo te? 

"Bella domanda. Provo ad essere veloce. A livello “macro” ci sarà un grande bisogno di viaggi/esperienze legate al benessere. Un benessere più inclusivo, legato sempre più al benessere mentale. 

A livello micro, emergeranno “nuovi” lussi come il: silenzio, il sonno e il “nuovo sé”, che compongono anche i viaggi “transformative”. "
 

Alessio Carciofi in barca sulle Isole Pontine

La barca non è del tutto nuova per Alessio, eccolo qui sulle Isole Pontine 

Parli di Transformative Travel, ci puoi spiegare di cosa si tratta? 

"Un nuovo modo di vivere il viaggio: fatto di esperienze di viaggio più lente, meno distruttive (nei confronti dell’ambiente) e più consapevoli. Sempre più persone viaggeranno con uno “scopo”. Lo scopo di ritornare a casa “semplicemente” cambiati, migliorando la qualità della propria vita e riducendo l’impatto nel luogo di viaggio."

E secondo te come un’esperienza in barca può rientrare nel Transformative Travel? 

"La barca incarna l’archetipo dell’eroe. La “storia” di Ulisse ce lo insegna. Salire a bordo significa parallelamente scendere anche “dentro” noi stessi, riacquistando i colori, la lentezza, ma anche il “vuoto” della navigazione davanti e intorno a nostri occhi."

Predisporre una vacanza in barca in ottica di un Transformative Travel, secondo te, cosa vuol dire? Hai dei consigli pratici? 

"Ne avrei tanti, ma il più importante è saper “lasciare” a terra una parte (pesante) di noi stessi, quella che vuole avere il controllo sulle cose, l’avere tutto e subito, essere sempre “disponibili”.  La barca ci insegna che non possiamo essere “lineari” con la programmazione, perché ci ricorda che la natura, il vento e le avversità sono parte del “viaggio”. Più ci lasceremo andare più incontreremo la bellezza. Quella bellezza che è dentro di noi. 

Un consiglio pratico: scrivere un piccolo diario di bordo, ovvero annotare su un quaderno ciò che sentiamo, ciò che viviamo, ciò che siamo. Questo diario emotivo sarà un vero souvenir, perché  “racconterà” di noi."


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