Come comportarsi in barca a vela in navigazione

Come comportarsi in barca a vela in navigazione

Niente eguaglia la sensazione che si prova quando si mette la barca in rotta, si mettono a segno le vele, e...

Niente eguaglia la sensazione che si prova quando si mette la barca in rotta, si mettono a segno le vele, e dopo aver spento il motore si sente che la barca procede potente e sicura come su dei binari, in armonia con il mare e la natura circostante.

Uno degli aspetti più straordinari di una vacanza in barca a vela è il fatto che per alcune settimane questa sarà allo stesso tempo sia la nostra casa che il nostro mezzo di trasporto.

Per godersi la navigazione non è necessario essere dei marinai esperti, basta lasciarsi portare e avere un minimo di consapevolezza di quello che sta succedendo a bordo.

Appena si inizia a navigare a vela l’ambiente con il quale avevamo iniziato ad avere dimestichezza assume tutta un’altra fisionomia.

Come comportarsi in barca a vela in navigazione?

Vediamo insieme cosa succede:

Navigare mossi unicamente dal vento

Una barca a vela si sposta grazie all’azione del vento. Un aspetto che inizialmente lascia tutti un po’ euforici e perplessi è il fatto che appena il vento colpisce la superficie delle vele la barca si appoggia dolcemente su un fianco.

È assolutamente normale: le barche a vela sono progettate per navigare in questo modo e l’inclinazione della barca sarà tanto più pronunciata quanto più ci si dirige verso la direzione del vento e orizzontale navigando con il vento di poppa.

Anche se la barca ci potrebbe sembrare parecchio inclinata non c’è nulla da temere: sotto la linea di galleggiamento, nella parte più bassa dello scafo chiamata chiglia, la nostra barca è dotata di una pesante zavorra che serve a controbilanciare la pressione del vento sulle vele: più la barca si inclina maggiore sarà l’effetto raddrizzante che la zavorra esercita.

L'effetto raddrizzante della zavorra controbilancia la pressione del vento, garantendoci una navigazione sicura

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Questo effetto di inclinazione della barca viene detto sbandamento.

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Identificheremo come sopravento tutte le porzioni della barca che vengono colpite per prime dal vento, come sottovento quelle che vengono colpite in un secondo momento, questa classificazione può servire anche a indicare rispetto alla barca la posizione degli oggetti intorno a noi o delle altre barche.

Alto. Basso. Sopravento. Sottovento

Navigando inclinata, la barca avrà un alto e un basso.

La parte sottovento è quella in basso vicino all’acqua, si tratta del lato più adrenalinico, l’acqua corre veloce vicino a noi, a portata di mano!

La parte sopravento è quella in alto, qualche metro sopra il pelo dell’acqua, sicuramente la più panoramica e anche la più sicura. È qui che bisogna stare.

Le barche soprattutto quelle moderne, domestiche e confortevoli sono decisamente larghe, quando la barca è inclinata questa larghezza si traduce in altezza, prestiamo attenzione quando ci spostiamo sottocoperta e non lasciamo troppi oggetti liberi di muoversi.

Interni di un maestoso Beneteau Oceanis 51.1, spaziosi ed estremamente domestici, ma a barca sbandata tutta questa larghezza diventa altezza!

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Detto questo come comportarsi per una navigazione in piena sicurezza

1 Attaccarsi sempre

Quando ci si sposta in navigazione sia sopra che sottocoperta è meglio attaccarsi sempre a un solido appiglio utilizzando due mani in modo che almeno una sia sempre attaccata. Se si sta facendo qualche lavoro o si ha in mano qualcosa attaccarsi sempre saldamente con l’altra, come si dice: una mano per sé ed una per la barca.

2 Valutare come e quando spostarsi

Prima di spostarsi chiedersi (o chiedere allo skipper) se è il caso e individuare prima che percorso fare e dove attaccarsi, negli spostamenti poppa-prua dei buoni appigli sono:

sartie, draglie, lifelines

Naturalmente passando dal lato sopravento, in barca si cammina così!

3 Ascoltare le indicazioni dello skipper

Nel dubbio lasciamo che lo skipper ci guidi nel muovere i primi passi in questo nuovo ambiente così particolare. Servono davvero poche attenzioni ma fondamentali, fidiamoci, lui è lì per quello!

Ai piedi

La superficie della barca è umida, irregolare e caratterizzata da numerose sporgenze dell’attrezzatura di coperta alla cui posizione soprattutto i primi tempi non si è abituati. Delle calzature adatte con un buon grip proteggeranno i vostri piedi e vi permetteranno di muovervi con la disinvoltura e la sicurezza a cui siete abituati sulla terraferma.

Le moderne scarpe da barca hanno l'aspetto di delle sneaker colorate

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Aspetti a cui prestare attenzione navigando in barca a vela

1 Cime per terra

Spesso in barca possono accumularsi delle cime sul fondo del pozzetto, sia legate alla manovra delle vele che all’ormeggio della barca. Cerchiamo di non calpestarle, innanzitutto per evitare di rovinarle ma soprattutto perché potrebbero tendersi impigliando il nostro piede. La cosa migliore, da vero membro consapevole dell’equipaggio, sarebbe fermarsi e riordinarle.

2 Verricello dell’ancora

Quando si è a prua per azionare il verricello dell'ancora assicuriamoci innanzitutto di essere con i piedi calzati, in una posizione ben salda e sicura: in questo caso lo strallo è l’appiglio perfetto, abbracciamolo forte!

Elan 434 Impression: nella foto sono visibili il gavone e il verricello dell'ancora, lo strallo di prua con la vela avvolta e un ampio passauomo

Elan 434 Impression: nella foto sono visibili il gavone e il verricello dell'ancora, lo strallo di prua con la vela avvolta e un ampio passauomo

3 Coperchi dei gavoni

Quando si cerca o si ripone qualche oggetto in questi capienti contenitori posti sotto alle sedute del pozzetto ricordarsi sempre di assicurare il coperchio con l’apposito elastico, anche se è questione di un attimo, la barca è ferma e l’acqua è immobile. Basta un colpo di vento e zac! (Lo stesso dicasi per il gavone dell’ancora)

Come salire a bordo di una barca utilizzando la passerella

Nei porti del Mediterraneo, pieni di vita e con condizioni meteo tutto sommato tranquille, si è soliti ormeggiare di poppa.

Spesso, se il salto da fare per raggiungere il pontile è un po’ lungo, si utilizza una passerella per salire a bordo.

Si tratta di un’azione che sulle prime può intimorire, ma che si rivela una cosa da niente se si sa cosa fare. La barca si muove e la passerella non è il posto dove indugiare, tre mosse: piede a terra, un passo, piede sulla passerella, rigorosamente nel mezzo, un altro passo, piede a bordo.

Prima di apprestarci a salire valutiamo rapidamente dove mettere i piedi e a che sostegno eventualmente attaccarci una volta a bordo, è meglio se l’area dove atterreremo sarà sgombra in modo da permetterci di fare questo movimento con un po’ di slancio.

Una bella passerella solida, leggera e sicura ci permette di salire comodamente a bordo in ogni situazione

Una bella passerella solida, leggera e sicura ci permette di salire comodamente a bordo in ogni situazione (Adranos)

Ma soprattutto non finire in acqua

Questo avviene generalmente dopo aver perso l’equilibrio: la nostra priorità dev’essere non cadere fuoribordo per nessuna ragione che non sia quella di un buon bagno!