Come organizzare la vacanza in barca a vela perfetta

Come organizzare la vacanza in barca a vela perfetta

Una guida semplice per una vacanza di successo

Le discussioni a bordo non piacciono a nessuno, per questo il nostro consiglio è di prendere per tempo, insieme al nostro equipaggio, alcune decisioni che saranno in grado di influenzare fortemente il corso delle nostra vacanza in barca.

Per esperienza tre aspetti sono più di frequente oggetto di discussioni all’interno dei nostri equipaggi in vacanza:

  • Per quante ore è consigliabile navigare?

  • Dormire in rada o in marina?

  • Cucinare a bordo o andare al ristorante?

Quanto navigare?

Generalmente un equipaggio da vacanza naviga con piacere per circa quattro/cinque ore al giorno.

Questo significa, considerando una velocità media di cinque nodi, un raggio d’azione di 25 miglia al giorno, 75 per l'intera vacanza considerando l’andata e il ritorno e un po’ di margine. Con un metro terrestre può sembrare che non sia moltissimo, in realtà non è poco, considerando che la barca a vela ci permette di gustare a pieno ogni singolo metro di questo tragitto.

È normale che all’interno di un equipaggio ben assortito ci sia chi è interessato a una vacanza in barca a vela soprattutto per la parte di navigazione e chi per la parte di mare e relax: mettiamoci d’accordo prima di salire a bordo armonizzando al meglio questi fondamentali ingredienti di una vacanza ben riuscita.

Come organizzare una vacanza in barca a vela che soddisfi tutti i membri dell’equipaggio?

È fondamentale dire esplicitamente quello che desideriamo.

Se abbiamo in mente di percorrere un certo itinerario o di raggiungere determinati punti di interesse  nel corso delle nostre vacanze in barca è opportuno dirlo per tempo al resto dell’equipaggio e allo skipper in modo da riuscire a pianificare la rotta di conseguenza.

Proprio per questo molti skipper prevedono un rapido briefing a inizio vacanza e un punto della situazione ogni mattina in modo da armonizzare i desideri dell’equipaggio con quello che è possibile fare considerando le distanze e le condizioni meteomarine.

Avere a disposizione una barca è un'opportunità: cerchiamo di sfruttarla per raggiungere quei luoghi che non è possibile vedere altrimenti e non ostiniamoci a voler andare a tutti i costi nei posti più conosciuti, facilmente raggiungibili anche da terra dove possono andare tutti e quindi sicuramente più affollati.

La giornata tipo sarà scandita dalla navigazione, i pasti, i bagni, il riposo, tutto all’insegna del relax spezzando la navigazione tra la mattina e il pomeriggio.

Personalmente il momento che preferisco per navigare è il tardo pomeriggio, è un momento magico a patto che si sappia già con certezza dove fermarsi per la notte.

Dormire in rada o in marina?

Un altro interrogativo importante che dobbiamo chiarire per tempo con i nostri compagni di avventura è se vogliamo dormire in rada, in marina o più probabilmente fare un mix tra le due possibilità.

Stabilendo quanto e quando dormire in marina.

Naturalmente sono decisioni che prenderemo con un minimo di flessibilità, aperti a variazioni dell’ultimo minuto dovute a nuove esigenze, maltempo o posti che ci catturano.

Infatti con una barca abbiamo sempre con noi tutto quello che ci serve e nulla ci vieta di fermarci in un posto che abbiamo appena scoperto e ci piace, a patto di avere una sufficiente scorta di cibo e acqua.

Disegno della prua di una barca

È fondamentale avere consuetudine con la fisionomia della prua della barca per procedere a un ancoraggio in sicurezza per la notte

Personalmente sono un sostenitore della notte in rada, ma in ogni caso suggerisco di considerare una tappa in marina almeno ogni tre/quattro giorni non solo per rabboccare acqua,  carburante e caricare le batterie, ma soprattutto per scendere a terra, sgranchirsi un po’, andare alla scoperta delle bellezze del posto e fare un po’ di spesa in particolare dei prodotti freschi tipici del luogo e adatti a delle ricette estive.

Soprattutto scendere a terra di tanto in tanto e sparpagliarsi dà modo a ognuno di prendersi un po’ di tempo per sé autonomamente dal resto dell’equipaggio per fare quello che si preferisce dopo alcuni giorni passati a stretto contatto.

Dormire in barca in particolare in rada è qualcosa di magico: la barca si muove dolcemente, in modo placido e quasi impercettibile, cullandoci in un riposo rigenerante: proprio quello che ci vuole dopo un anno intenso e impegnativo.

Inoltre all’ancora le barche si dispongono naturalmente in modo parallelo al vento: mantenendo socchiuso il passauomo di prua e il tambuccio d’ingresso tutta la barca verrà attraversata da una piacevole corrente d’aria fresca.

Consideriamo che, in particolare in Italia, i porti d’estate sono molto affollati e l’assistenza degli ormeggiatori è generalmente obbligatoria il che implica attese, a volte lunghe, fuori dal porto in ascolto del canale 9 della radio VHF in attesa del nostro turno per poter entrare.

In Croazia l’organizzazione è molto buona, tuttavia i porti sono molto grandi e in certe settimane ci sono molte barche, all’opposto i porti della Grecia sono generalmente, piccoli e con servizi essenziali, ma deliziosi nella loro semplicità.

Generalmente un territorio con una costa frastagliata e provvista di tanti ridossi e isolette si presta di più a una vacanza dove desideriamo passare la notte in barca dormendo in rada. Grecia e Croazia offrono un territorio molto interessante da questo punto di vista come anche la Sardegna.

Il costo di una notte in marina è variabile ma una telefonata, necessaria anche per prenotare il nostro posto risolverà ogni dubbio.

Uno dei vantaggi della rada è la magia del contatto stretto con la natura, ci sono delle occasioni in cui sembra che il mare, l’orizzonte, il cielo e le stelle siano tutti per noi.

Il silenzio, il fresco, la riservatezza la possibilità di fare un bagno in ogni momento non hanno prezzo.

Cucinare a bordo o andare al ristorante?

L'ultimo aspetto è quello che più può creare incomprensioni a bordo.

Per molte persone vacanza è sinonimo di pasti al ristorante, questo però implica di rimanere a portata di mano della civiltà e si sposa male con le notti in rada sotto le stelle e con una vita nella natura.

Mangiare a bordo, in particolare la sera, significa avere a disposizione una location straordinaria tutta per noi, più esclusiva e riservata di qualsiasi ristorante.

Naturalmente mettere le gambe sotto il tavolo ogni tanto è un desiderio più che comprensibile, un buon compromesso può essere raggiungere con il tender un ristorante sulla spiaggia lasciando la barca ancorata in rada a portata del nostro sguardo.

Come per le notti in marina anche in questo caso conviene decidere per tempo quando andare al ristorante e rispettare le decisioni prese altrimenti si rischia di sprecare le provviste che si sono fatte contando di mangiare a bordo.

Salta all’occhio che probabilmente le sere più adatte per andare al ristorante sono quelle in cui ci fermeremo a dormire in marina.

Cucinare a bordo non è per nulla impegnativo in quanto le imbarcazioni moderne dispongono di cucine ampie e perfettamente attrezzate, inoltre generalmente, d’estate in vacanza al mare si prediligono dei piatti freschi di veloce preparazione.

Di solito si sceglie di andare al ristorante soprattutto quando si desidera gustare del pesce.

Non dimentichiamoci però che in barca è possibile anche cucinare utilizzando la griglia, su quasi tutte le imbarcazioni infatti è possibile richiedere la presenza di un efficace BBQ a gas agganciato al pulpito di poppa mentre i modelli più grandi sono spesso equipaggiati con una piccola cucina aggiuntiva sotto le sedute del pozzetto con una griglia, un lavandinetto e un piccolo frigo per cucinare tutti insieme dalla spiaggetta di poppa a un metro dal mare.

Pescato del giorno con un panorama tutto speciale per il tuo equipaggio

Pescato del giorno con un panorama tutto speciale per il tuo equipaggio

Se il nostro equipaggio ha uno spirito avventuroso e l’occasione lo consente possiamo anche decidere di scendere a terra col tender e improvvisare un indimenticabile grigliata sulla spiaggia utilizzando la legna secca portata a terra dal mare.

Questo post è stato scritto da Francesco. Francesco ha incontrato la vela in Liguria 20 anni fa. Specialista di flotta in Sailogy, la sua imbarcazione preferita é il Dufour 310 Grand Large. 

Francesco Gambini