Come utilizzare il WC marino: Consigli pratici per vivere in barca a vela

Come utilizzare il WC marino: Consigli pratici per vivere in barca a vela

Francesco ci svela alcuni segreti utili per affrontare questo aspetto della vita in barca e godervi una vacanza senza sorprese

A cura di Francesco Gambini

Il wc di una barca si presenta con un aspetto non sostanzialmente diverso da uno domestico, lievemente più piccolo con una tazza in porcellana e una tavoletta. Solitamente a causa del poco spazio si utilizza sempre da seduti. Se si sceglie di vivere qualche settimana in barca a vela è importante saperlo usare con dimestichezza.

Come funziona il bagno della barca?

La caratteristica principale del wc di una barca è che scarica direttamente in acqua. Trovandosi sotto la superficie di essa, il suo contenuto deve essere spinto all’esterno, tramite una pompa, attraverso un foro nello scafo. Questa operazione può generare un po’ di timore la prima volta, ma non è niente di difficile.

È però importante sapere esattamente cosa fare in modo da non rovinare nulla, visto che si tratta di un apparato un po’ delicato, se non utilizzato a dovere e comunque collegato a una potenziale via d’acqua.

I wc nautici hanno una pompa che può essere elettrica o manuale e un rubinetto deviatore che ne gestisce e direziona il flusso.

In sostanza si immette acqua, si utilizza, si espelle il contenuto della tazza all'esterno continuando al contempo ad immettere acqua nella tazza, eventualmente si ripete.

Qualche regola di etichetta

Per ragioni di sicurezza il diametro dei tubi è ridotto rispetto a quelli domestici, per questo è importante utilizzare la tazza solo per l'uso che le è proprio: per la carta igienica è infatti presente un piccolo contenitore esterno. Attenzione a non gettarci inavvertitamente anche noccioli e piccoli residui alimentari.

Come azionare la pompa del wc marino

Nel caso di pompa manuale si tratterà di muovere ripetutamente avanti e indietro un pistone tramite una manopola, mentre nel caso di pompa elettrica questa funzione sarà effettuata da un motore elettrico. Ci sono poi anche dei wc elettrici automatici dove queste operazioni, compresa quella del deviatore di flusso della pompa, sono gestite automaticamente, per un’esperienza di utilizzo simile a quello delle navi o degli aerei.

Consideriamo che un wc elettrico è piuttosto rumoroso per cui di notte è preferibile, se possibile, utilizzare un bagno della barca equipaggiato con un modello con pompa manuale.

Nel caso la pompa sia un po’ dura è possibile lubrificarla senza smontare nulla, versando un po’ di olio all’interno della tazza e poi pompando.

Il mio consiglio è di utilizzare ad esempio, l’olio di una scatoletta di tonno.

La cassa delle acque nere (holding tank)

Sempre più spesso le barche sono equipaggiate con una cassa delle acque nere dove far scaricare il wc per evitare uno scarico diretto in mare, questo presenta molteplici benefici:

  • permette di usare il wc della barca anche in un porto dove altrimenti sarebbe scorrettissimo scaricare perché le acque hanno una circolazione limitata e ne verrebbero irrimediabilmente contaminate
  • permette di evitare di scaricare in rada, proprio nel momento in cui i nostri compagni di viaggio stanno facendo il bagno!
  • permette di poter usufruire del wc anche quando si è in prossimità di parchi e riserve marine dove è fatto divieto di scaricare a mare

In ogni caso consiglio sempre di utilizzare il wc marino quando si è sufficientemente lontani dalla costa.

Teniamo a mente che su una barca dotata di più bagni spesso non tutti hanno la cassa delle acque nere, di solito è alloggiata vicino al wc, all’interno di qualche armadietto e ha un volume di circa 40 litri, verifichiamo quali bagni ne sono equipaggiati e regoliamoci di conseguenza.

A volte, in particolare col caldo, questa può emanare cattivi odori: per evitarlo innanzitutto vi consiglio di tenerla per quanto possibile vuota, svuotandola appena ce n’è l’occasione e con il contenuto molto diluito, inoltre un lavaggio, effettuato pompando acqua di mare a vuoto dalla tazza, potrebbe aiutare.

Per i casi più ostinati, generalmente è provvista di un’apertura con un tappo sul ponte, analogo a quello per imbarcare l’acqua, da cui è possibile introdurre dell’acqua calda per facilitare l'operazione. Sempre da questo foro è possibile svuotarla in porto con un macchinario che ne aspira il contenuto (nei pochi porti che ne sono equipaggiati).

Questo post è stato scritto da Francesco. Francesco ha incontrato la vela in Liguria 20 anni fa. Specialista di flotta in Sailogy, la sua imbarcazione preferita é il Dufour 310 Grand Large. 

Francesco Gambini