Cosa sapere prima di un viaggio in barca

Cosa sapere prima di un viaggio in barca

La barca non è una macchina, alcune cose da sapere prima di noleggiare una barca a vela

Andare in barca ci obbliga a calarci in una dimensione molto diversa da quella in cui siamo abituati a muoverci tutti i giorni. È proprio per questo motivo che sempre più persone la scelgono per le proprie vacanze.

Una barca non è una macchina, si muove nell’acqua e questo ne influenza la velocità. Proprio per questo la sua velocità è decisamente minore, meglio: questo vuol dire che avremo più tempo per goderci il momento e in barca tutto è pensato per permetterci di farlo alla grande!

Cosa sapere prima di un viaggio in barca a vela 

Dove noleggiare la barca

In barca il focus è incentrato sul godersi il momento e la navigazione è parte integrante dell'esperienza. Ciononostante, considerando che un'ora in macchina equivale a una giornata di navigazione meglio andare già nell’area dove si è interessati a navigare raggiungendola con un mezzo di trasporto veloce e noleggiando la barca da un armatore della zona.

Qual è la velocità di una barca a vela?

Convenzionalmente si considera la velocità media di una barca a vela pari a 5 nodi (circa 10 km/h).

Qual è la lunghezza di un miglio nautico?

Un nodo (kn) è una misura di velocità equivalente a un miglio nautico (1852 m) all’ora.

La velocità massima può essere anche superiore con barche moderne (o particolarmente lunghe), in particolare navigando a motore o magari aiutati da un gennaker, una vela di prua opzionale di grande superficie che da il meglio in particolari circostanze principalmente nelle andature larghe.

I catamarani sono più veloci, in particolare alle andature portanti, quando sono sospinti dal vento.

Relativamente alla navigazione a vela consideriamo che quasi mai il vento spira da una direzione tale da permetterci di raggiungere direttamente la nostra meta, quindi la velocità effettiva verso di essa sarà sensibilmente inferiore.

Il motore della barca a vela

Il motore della barca a vela è un motore ausiliario, il mezzo di propulsione principale è costituito dalle vele.

Si tratta di un motore non molto potente, ma più che sufficiente per le velocità a cui si spostano le barche a vela. Inoltre la sua ridotta potenza è garanzia di silenziosità, il suo leggero borbottio è infatti ampiamente coperto dai suoni del mare e del vento, consentendoci di godere appieno anche dei momenti trascorsi navigando a motore senza costringerci nell’impazienza di arrivare.

Navigando, analogamente a quanto si fa in montagna, si ragiona in ore. Il pannello di controllo del motore della nostra barca a vela è equipaggiato con un contagiri e un contaore.

Quanto consuma il motore di una barca a vela?

Il consumo del carburante nella barca a vela può variare, anche di molto, generalmente i consumi di un piccolo motore diesel, come quelli che equipaggiano le barche a vela sono però abbastanza ridotti: un moderno motore da 30 hp Yanmar come quello che equipaggia il Beneteau Oceanis 37 consuma circa 4 l/h. 

Quante ore è consigliabile navigare?

Quando si pianifica la navigazione per quanto riguarda la distanza, il tempo o il carburante è importante tenere in considerazione l’andata, il ritorno e un terzo di margine.

Consideriamo di navigare per un tempo pari al massimo a 4-5 ore al giorno evitando la notte e mantenendoci sempre un significativo margine di sicurezza rispetto al buio.

In particolare assicuriamoci di avere luce al momento di effettuare operazioni di ormeggio o ancoraggio in posti sconosciuti.

Queste considerazioni ci portano ad avere un raggio d’azione di circa 25 miglia al giorno, 75 per una vacanza di una settimana. Teniamolo in considerazione nella pianificazione delle nostre mete e se siamo interessati a visitare anche qualche località più lontana valutiamo di noleggiare la barca per due settimane.

Scafo dislocante o scafo planante?

Una barca per galleggiare sposta un volume d’acqua pari al proprio peso, a seconda della tipologia di scafo può navigare in due modi, spostando l’acqua che occupa o scivolandoci parzialmente sopra. Si dirà che naviga in dislocamento nel primo caso e planando (come i gommoni) nel secondo.

Una barca all’aumentare della spinta propulsiva aumenta la propria velocità fino ad arrivare a una velocità dove si alza dall’acqua e inizia a planare, se la forma dello scafo glielo consente, altrimenti raggiunta questa velocità il moto della barca stesso creerà delle onde tali da non permettergli di accelerare oltre.

La velocità critica

La velocità critica corrisponde a 1,35 x la radice quadrata della lunghezza al galleggiamento espressa in piedi.

Quindi per il Beneteau Oceanis 37 dell’esempio di prima si tratterebbe di una velocità di circa 8 nodi.

Una delle conseguenze più dirette di questa assunzione è il fatto che non serve spremere oltre il motore una volta raggiunta questa velocità, anzi conviene ridurre lievemente i giri fino a scendere un poco: è questo il punto di massima efficienza!

Questo post è stato scritto da Francesco. Francesco ha incontrato la vela in Liguria 20 anni fa. Specialista di flotta in Sailogy, la sua imbarcazione preferita é il Dufour 310 Grand Large. 

Francesco Gambini