Nuotando con i delfini nell'Arcipelago Eoliano

Nuotando con i delfini nell'Arcipelago Eoliano

Ricerca e protezione marina con l'Associazione Filicudi WildLife Conservation

Da anni la Filicudi WildLife Conservation Association si occupa di ricerca applicata alla conservazione di cetacei e tartarughe marine nell’Arcipelago Eoliano in collaborazione con enti di ricerca pubblici e privati e molte università italiane.

Le attività relative ai cetacei si concentrano prevalentemente su due specie di delfini che frequentano più abitualmente l’ambiente costiero Eoliano: il tursiope (Tursiops truncatus, Montagu, 1821) e la stenella striata (Stenella Coeruleoalba, Meyen 1833). L'associazione si occupa anche di studiare il capodoglio (Physeter macrocephalus, Linnaeus 1758), il più grande tra gli odontoceti, attraverso la tecnica della fotoidentificazione e la bioacustica.

Filicudi Wildlife Conservation in azione

C'è un team di ricercatori e volontari dietro all'associazione - eccolli qui in osservazione marina

Il tursiope (Tursiops truncatus) è senza dubbio il più noto tra tutti gli odontoceti presenti in Mar Mediterraneo. Le popolazioni di tursiope che vivono nelle acque costiere sono soggette a diverse minacce di natura antropica tra le quali la competizione diretta con le attività di pesca artigianali; il bycatch (intrappolamento accidentale) in attrezzi da pesca e ) la carenza di cibo dovuta al sovra sfruttamento delle risorse ittiche. Anche se è davvero difficile quantificare l’impatto effettivo di queste minacce, la somma di questi impatti sta portando ad un declino netto delle popolazioni a scala locale.

Sono state identificate delle aree molto importanti per l’alimentazione di questa specie che potrebbero essere in futuro incluse nella pianificazione e gestione dell'area marina protetta dell’Arcipelago Eoliano. E’ in corso uno studio complesso che prevede la caratterizzazione dell’ecologia comportamentale della specie e dei parametri che definiscono i pattern di associazione tra gli individui.

La Tartaruga Marina 

L’associazione Filicudi WildLife Conservation coordina anche un progetto di conservazione sulla tartaruga marina comune Caretta caretta. 

L’habitat eoliano si presenta particolarmente favorevole per le attività di alimentazione e svernamento di questa specie nonostante siti di riproduzione non siano presenti in questa area priva di spiagge sabbiose. La Caretta caretta è una tartaruga marina a distribuzione cosmopolita, presente nei mari delle zone temperate e in quelli tropicali e sub-tropicali degli oceani Atlantico, Pacifico e Indiano.

Dopo una prima fase vitale che i giovani conducono in ambiente epipelagico lasciandosi principalmente trascinare dalle correnti marine, gli esemplari di Caretta caretta tendono a frequentare maggiormente zone neritiche prediligendo un’alimentazione di tipo bentonico. E’ proprio in questa fase del ciclo vitale che le tartarughe possono imbattersi in numerose minacce di natura antropica come la cattura accidentale nelle reti e in altri strumenti da pesca.

Liberazione della tartaruga Pirilla! Buona vita Pirilla!

Intervista con Chiara Bruno: Ricercatrice e co-fondatrice dell'Associazione Filicudi Wildlife Conservation 

Incontriamo Chiara, che ha co-fondato l'Associazione e lavora come ricercatrice nelle Eolie da diversi anni. Chiara ha conseguito una laurea in Biologia ed Ecologia Marina presso l'Università di Messina con una tesi sui parametri riproduttivi del tursiope nelle isole Eolie. 

Ricercatrice Chiara Bruno

Chiara Bruno, ricercatrice e co-fondatrice dell'Associazione 


Cosa vi ha portato a creare questa associazione? 

"Ripenso a quando da bambina mio nonno mi portò a Filicudi in vacanza d’estate per la prima volta. Prendevo le aragoste per le antenne e poi le rimettevo giù; durante un bagno davanti al molo osservavo polpi, scorfani e triglie, e granchi locali; vedevo passare enormi ricciole, cernie, occhiate, tonni, razze, mante, delfini, balenottere. Tutto ciò è ormai al declino, quasi tutto scomparso, un deserto in mare. Il mio immenso amore per il mare e il desiderio di rivedere un giorno tutto ciò che ormai è scomparso mi ha spinto a dedicarmi totalmente alla ricerca scientifica.

"Il mio immenso amore per il mare e il desiderio di rivedere un giorno tutto ciò che ormai è scomparso mi ha spinto a dedicarmi totalmente alla ricerca scientifica"

Decisi allora, di realizzare il mio progetto di Master in Conservazione della Biodiversità Animale proprio qui, studiando la popolazione di tursiopi, delfino costiero che vive nelle acque dell’Arcipelago delle Eolie, ormai anche questa specie a rischio di scomparsa qui nelle Eolie. Andando per mare tutti i giorni per l’avvistamento di questi delfini, anche quando le condizioni meteo marine non erano delle migliori nel 2004 decisi di far nascere l’Associazione e cominciai ad avvistare anche esemplari di tartarughe marine, purtroppo a volte in cattive condizioni di salute. Nel 2010 ho ottenuto le autorizzazioni da parte del Ministero dell’Ambiente, avviando così il nostro Pronto Soccorso Tartarughe Marine."

Liberazione della tartaruga Pirilla

Quali risultati avete ottenuto finora come associazione?

"In questi anni di attività, siamo riusciti a creare molte collaborazioni scientifiche per diverse linee di ricerca sia sui delfini che su tartarughe marine e una valida rete di sensibilizzazione e divulgazione scientifica tra tutte le Isole dell’Arcipelago. Progetto di sperimentazione, finanziato da Blue Marine Foundation e SeaWorld & Busch Gardens Conservation Fund è stato il progetto pingers, nato nel 2017 allo scopo di affrontare il problema delfini-pesca nelle isole Eolie.

Il progetto TartaNet, nato in collaborazione nel 2019 con Aeolian Island Preservation Fund e Blue Marine Foundation è una di queste reti creata perché le casistiche di recupero della specie Caretta caretta in difficoltà è in aumento nell’Arcipelago delle Eolie. Cerchiamo con tutte le nostre forze di fare quello che possiamo nei momenti di emergenza, recuperando con enormi sforzi e a nostre spese gli animali in mezzo al mare o segnalati dalle barche. Il progetto TartaNest, proseguimento del progetto TartaNet, supportato da Aeolian Islands Preservation Fund, nato quest’anno è mirato invece nel creare una rete di monitoraggio delle tracce di nidi di Caretta caretta nelle spiagge sabbiose delle isole di Lipari, Stromboli e Vulcano. Con la collaborazione della Capitaneria di Lipari siamo riusciti, proprio quest’ anno a chiudere con delle boe ecologiche la grotta del Bue Marino e del Cavallo, un grande passo avanti per tutelare la varietà e la ricchezza dei fondali, in questa zona del Mediterraneo, che favorisce la presenza di numerose specie marine come la famosa Foca monaca Mediterranea, ormai scomparsa in quest’ area ma diffusa fino agli anni 60’che utilizza l’ambiente di grotta come area di riproduzione e cura della prole. 

Uno degli obiettivi principali che ci auspichiamo realizzare è l’istituzione di un'aerea marina protetta, per cui lottiamo da anni che tuteli le meravigliose specie, da quelle batteriche ai top predator, presenti nel nostro Arcipelago nella speranza di rivedere tutto quello che nella mia infanzia ho visto e che mi ha portato ad amare il mare.

Per tua esperienza, sta cambiando la sensibilità dei turisti e dei pescatori in tema di protezione della fauna in queste zone?

"Abbiamo realizzato nell’ambito dei vari progetti, corsi di biologia marina e terrestre e educazione ambientale e didattica a distanza come il progetto chiamato A SCUOLA DALLA NATURA, anche durante il periodo di quarantena da Covid per gli studenti delle scuole delle Isole Eolie e non solo. I bambini e ragazzi che frequentano queste isole, sia isolani che turisti sono molto curiosi, consapevoli e sensibili ai problemi legati all’ambiente. Anche molti dei pescatori artigianali locali sono consapevoli del depauperamento delle risorse ittiche in mare e adottano degli strumenti alternativi e delle azioni che possano ridurre i tempi di desertificazione dei nostri mari, supportandoci anche nel progetto LifeDelfi di cui si parlerà dopo.

La mancanza di ascolto nell’urlo che questo mare fa nel chiedere aiuto non viene recepito da parte della grossa pesca commerciale di pescatori non locali e chi, senza dare respiro, utilizza attrezzi da pesca vietati ma che continuano ad essere vaganti per mare, uccidendo miriade di specie. L’atteggiamento di chi viaggia influisce notevolmente sull’ambiente, in termini di produzione di rifiuti, consumo di acqua e consumo di risorse. " 

Protezione marina Eolie

In quali azioni pratiche si traduce una vacanza in barca all’insegna del rispetto dell’ambiente? Puoi dare qualche consiglio pratico agli amanti del mare che arrivano da fuori?

"Quello che svolgiamo è offrire, con la nostra professionalità, disponibilità e conoscenza al turista che sia solitario o in compagnia, a famiglie che ti hanno scelto, un’esperienza autentica che possa trasmettere il nostro amore immenso per ciascuna isola spiegando sia geologia, flora e fauna anche terrestre, le tradizioni locali e mostrando con maschera e pinne l’ecologia e l’importanza che ogni organismo ha in quella dimensione blu e che un turista non coglierebbe da solo. L’obiettivo è che questa esperienza rimanga un ricordo positivo e sia frutto di curiosità e conoscenza. 

Il consiglio è scegliere enti o associazioni che praticano un turismo sostenibile, svolgendo insieme e sotto la loro guida, escursioni naturalistiche in barca con snorkeling guidato che vi coinvolgano anche emotivamente e vi trasportino nel proteggere ciò che al momento sta per scomparire."

"L'obiettivo é che questa esperienza rimanga un ricordo positivo e sia frutto di curiosità e conoscenza."

Ci puoi parlare nello specifico del progetto #LifeDelfi  (in cosa consiste, qual’é l'obiettivo, cosa è stato raggiunto finora?)

"È un progetto finanziato dalla Commissione Europea attraverso il programma LIFE, con l'obiettivo di ridurre le interazioni tra i delfini principalmente della specie Tursiops truncatus e le attività di pesca professionale. Queste interazioni costituiscono un rischio ambientale ed economico perché i delfini spesso, per alimentarsi, predano il pesce dalle reti da pesca, correndo il pericolo di restare feriti gravemente ed arrecando un danno economico dovuto alla perdita del pescato e al danneggiamento delle attrezzature.

LifeDelfi focalizzerà la sua attenzione sulla tutela del delfino costiero (Tursiops truncatus), attraverso azioni concrete con il coinvolgimento dei pescatori come l’uso di strumenti di mitigazione acustici e visivi e attrezzi alternativi ed ecosostenibili, sperimentando soluzioni integrate per ridurre il conflitto tra i pescatori e questi mammiferi marini. Una delle fasi preliminari è creare un’intesa con il pescatore, chiacchierando con loro sulle problematiche riscontrate da questo conflitto con i delfini."

Scopri di più sul progetto LifeDelfi su Instagram 

I vostri progetti di ricerca, passati e presenti, sono infatti numerosi. Come sono finanziate le vostre attività di ricerca?

"I fondi per la nostra associazione sono raccolti in due modi: attraverso i nostri campi di ricerca o attraverso le attività estive naturalistiche e turistiche. I campi di ricerca sono pensati principalmente per giovani studenti universitari neolaureati ma sono aperti a tutti gli appassionati di mare.

Per una settimana i nostri volontari partecipano alle attività di monitoraggio di delfini e tartarughe, ci aiutano a raccogliere dati e a catalogarli, gestiscono le attività di educazione ambientale per i turisti nel nostro centro. L’altro modo in cui finanziamo le nostre attività di ricerca è attraverso il turismo di tipo naturalistico. Nel corso dell’estate, in particolare nel mese di agosto, organizziamo escursioni in barca, snorkeling guidato con lezioni di biologia marina e trekking guidato sui sentieri dell’isola." 

Scopri di più sull'Associazione Filicudi Wildlife Conservation sul loro sito o tieniti aggiornati sui loro ultimissimi progetti sulla loro pagina Facebook o Instagram 

To find out more about the Filicudi Wildlife Conservation Association you can visit their website here You can also start following all the projects  they are running on the Filicudi Wildlife Conservation Association Facebook page or the Instagram page

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