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Energia elettrica in barca: Come funziona?

Tutto quello che c'è da sapere sull'utilizzo di energia elettrica a bordo, come ricaricare le batterie, a cosa serve l'inverter e il generatore di corrente, in compagnia di Francesco

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A cura di Francesco Gambini

Anche la persona meno avvezza alla tecnologia oggi si interessa alle caratteristiche dell’impianto elettrico di bordo, innanzitutto per essere sicura di riuscire a caricare il proprio cellulare. 

Le barche, analogamente a tutti i veicoli, hanno un impianto elettrico in corrente continua a 12 Volt, collegato a delle batterie e al motore che provvede a ricaricarle. Le batterie sono generalmente tre:

  • una dedicata per sicurezza solo all’avviamento del motore
  • le altre due alle utenze di bordo

In ogni momento a bordo è quindi presente corrente a 12 Volt, come quella dell’accendisigari della macchina per intenderci.

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Vivere in barca a vela: Come gestire l'elettricità a bordo

220 Volt a bordo e il ruolo dell’inverter

A bordo è presente anche un impianto a 220 Volt che normalmente è sotto tensione solo quando, in marina, la barca è collegata alla rete elettrica per caricare le batterie.

La spina elettrica dell'alimentazione a terra è collegata alla presa di corrente a bordo della barca a motore, in carica ormeggiata al porto Marina

Tramite questo cavo è possibile collegare la barca alla corrente a 220 Volt presente in banchina

Alcune barche sono dotate di un dispositivo chiamato inverter, un apparato elettronico in grado di convertire la corrente continua a 12 Volt delle batterie in corrente alternata a 220 Volt, come quella dell'impianto elettrico di casa.

La potenza di questi apparati, quando installati, non supera qualche centinaio di Watt: questo significa che è possibile collegarci qualche apparecchio per il quale disponiamo unicamente dell’alimentatore a 220 Volt, ma non elettrodomestici con un forte assorbimento (un phon o una piastra ad esempio).

Come caricare il cellulare in barca, è necessario l'inverter?

Molte persone cercano l'inverter considerandolo un accessorio irrinunciabile proprio per essere sicuri di poter caricare il proprio cellulare con il solito alimentatore. In realtà è possibile assicurarsi un cellulare sempre carico di energia in modo molto più semplice ed efficace caricandolo tramite un adattatore usb da collegare alla presa accendisigari della barca, proprio come si fa in macchina.

A questo proposito consiglio sempre di portare con sé, oltre all’adattatore in questione, anche alcuni sdoppiatori di prese usb in modo che più membri dell’equipaggio possano ricaricare anche contemporaneamente. Non dimentichiamoci power bank e alimentatori tradizionali da usare a terra o in marina.

Lo scopo dell’inverter è quello di permetterci di vivere in barca a vela utilizzando dispositivi per i quali non esiste o non disponiamo di un alimentatore a 12 Volt.

Dei device come cellulari, tablet o powerbank e in genere di tutti quelli alimentabili tramite usb, ho già parlato, per altri apparecchi elettronici caratterizzati da un maggiore assorbimento, come ad esempio un computer, esistono tra gli accessori alimentatori 12 Volt pensati proprio per queste circostanze: vi consiglio di farci un pensiero se prevedete un utilizzo intenso, ad esempio se vi apprestate a fare una settimana di smart working in barca.

Le utenze di bordo

A parte la ricarica dei device presenti, in barca l’elettricità serve principalmente per due scopi legati alla gestione dell’imbarcazione e dei servizi di bordo.

Per quanto riguarda l’imbarcazione pensiamo innanzitutto all’avviamento del motore, per il quale è prevista una batteria dedicata, in modo da essere sempre sicuri di riuscire a riavviarlo e poter quindi caricare tutte le altre. Inoltre ci sono le luci di via, la strumentazione di bordo (assorbimenti scarsi), l’autopilota e il verricello salpa ancora (assorbimenti estremamente elevati, utilizzarlo sempre a motore acceso e per poco tempo).

Per quanto riguarda i servizi di bordo abbiamo le luci interne, con assorbimenti molto scarsi se a led, (ricordarsi comunque di tenere accese solamente quelle del locale dove ci troviamo) e il frigorifero con un assorbimento intorno ai 50 Watt, sembra poco ma consideriamo che funziona in continuo.

La ricarica delle batterie

Fino ad ora abbiamo parlato dagli assorbimenti, ma come si accumula l'energia custodita nelle batterie?

In una barca a vela da vacanza non specificamente attrezzata per navigazioni complesse e caratterizzate da lunghi periodi in autosufficienza, i metodi sono fondamentalmente due:

  • la ricarica collegandosi alla rete 220 Volt tramite le apposite colonnine presenti sui pontili in marina
  • la ricarica attraverso l’alternatore del motore

L’allacciamento a terra tramite le colonnine, oltre a darci la 220 Volt, tramite un caricabatterie permette nel tempo di una notte circa, una completa ricarica delle batterie di bordo, quando saremo lontani dal porto qualche ora al giorno di funzionamento del motore compenserà almeno parzialmente l’energia consumata.

È possibile però ricaricare le batterie anche tramite l’alternatore del motore, analogamente ad un’autovettura, in questi casi teniamo d'occhio i consumi in modo da non essere costretti ad accendere il motore da fermi senza averne bisogno solo per caricare le batterie, 

Utilizzare il motore non è un metodo di ricarica particolarmente efficiente, meglio stare un po’ attenti nei consumi, ad esempio spegnendo periodicamente il frigo, è abbondantemente coibentato e regge senza problemi un funzionamento intermittente in particolare se ne aiutiamo l’inerzia termica con qualche mattonella di ghiaccio.

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Il generatore di corrente

Se abbiamo l’esigenza di mantenere la carica delle batterie per lunghi periodi lontani dal porto, piuttosto che l’alternatore del motore, che non è stato pensato con questo scopo, è meglio indirizzarsi verso un’imbarcazione equipaggiata con un generatore di corrente per barca.

Questo accessorio, chiamato anche gruppo elettrogeno, è costituito da un motore diesel collegato a un alternatore, chiuso in un contenitore fortemente insonorizzato e alloggiato in un gavone della barca, progettato specificatamente per produrre elettricità con la massima efficienza. Questa piccola centrale elettrica è la soluzione per chi prevede di rimanere a lungo “into the wild” o ha consumi importanti di corrente a bordo.

Pannelli solari, generatore eolico, idrogeneratore

Navigando capita di incontrare, di solito in rada più che in porto, barche con un aspetto da giramondo attrezzate con questi dispositivi, si tratta tendenzialmente di barche di proprietà.

Pannelli solari  a bordo

Questi dispositivi, costosi e di gestione non immediata garantiscono indipendenza energetica ed ecosostenibilità anche passando lunghi periodi lontano dai porti senza intaccare le scorte di carburante per far funzionare il motore. Sono dispositivi senz'altro utili in barca, ma tranne forse, in alcuni casi i pannelli solari, dedicati a un'utenza diversa di chi utilizza una barca a noleggio per una vacanza di una settimana.

Questo post è stato scritto da Francesco. Francesco ha incontrato la vela in Liguria 20 anni fa. Specialista di flotta in Sailogy, la sua imbarcazione preferita é il Dufour 310 Grand Large. 

Francesco Gambini

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